Non lasciare il tuo carrello abbandonato!

L’ abbandono dei carrelli è uno dei punti critici per ogni store on line ed è una malattia molto comune sui siti ecommerce operativi in Italia.

Non si tratta di un male incurabile, ma peggiora se trascurato o accettato come un destino incontrovertibile. La percentuale che ormai riteniamo fisiologica oscilla fra il 50% e il 70%, eppure non dovremmo accettare passivamente questo dato di fatto, bensì contrastarlo con forza.

La campagna contro l’abbandono dei carrelli è uno dei cavalli di battaglia di NOLOGOnetwork perché, dalla continua analisi del flusso di check out, si costruiscono le basi per una raffinata messa a punto del “CASTELLO DELLA PERSUASIONE DIGITALE”.

E’ già stato ampiamente studiato il fenomeno per il quale, giunti al momento dell’acquisto, una significativa percentuale di “quasi clienti” effettua una improvvisa marcia indietro e… non compra.

Salvo problematiche tecniche dovute a malfunzionamenti o mal progettazione dei carrelli (alti tempi di caricamento, moduli troppo criptici e complicati, discordanza ed eccesso di informazioni richieste, impossibilità di spedire ad alcune destinazioni) le motivazioni sono da ricercarsi in una insufficiente capacità persuasiva esercitata dal sito durante la navigazione delle pagine precedenti.

Per limitare i carrelli abbandonati occorre simulare l’intera navigazione in maniera multipla e incrociata, e solo dopo decine di simulazioni effettuate da persone con specifica esperienza in materia, è possibile effettuare la diagnosi.

La casistica diagnostica è piuttosto ampia e variegata ma possiamo fornire alcune cause ricorrenti:

  • U-Turn: improvvisa inversione di marcia come reazione ad informazioni non chiare in precedenza; es: tasse o spese di spedizione inaspettate
  • Sindrome da Registrazione obbligatoria: si stima che 1 navigatore su 4 lasci il sito se non c’è la possibilità di fare il checkout come guest/ospite
  • Problemi di usabilità da mobile, magari dovuti all’impossibilità di usare, dove sarebbe preferibile o addirittura indispensabile, solo il tastierino numerico dello smartphone
  • Contatti non abbastanza caldi: la vendita on line è un processo decisionale a tappe; se il potenziale cliente è in uno stato “tiepido” naviga il sito più volte ma in cuor suo non è ancora pronto ad effettuare un acquisto online che magari effettua in una delle visite ripetute future. Ciò detto, aiuta permeare la fase finale di  micro-messaggi rassicuranti e “accoglienti”
  • Paure legate ad aspetti legati alla sicurezza e/o alla Privacy: molto difficile da contrastare anche se piccoli accorgimenti possono spostare la percentuale di abbandoni di qualche punto.

L’abbassamento dell’incidenza di carrelli abbandonati è favorito da una metodica gestione di email di recupero sapientemente dosate nel numero, nella decisione del momento di invio, nella distanza temporale fra una e l’altra (dalle due ore successive all’abbandono carrello ai 15 giorni successivi), nel contenuto e soprattutto nel tono del messaggio.

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