I nemici del seo multilingua internazionale

I nemici del seo multilingua internazionale

Un sito multilingua non va confuso con l’automatica possibilità di intercettare clienti all’estero. Tradurlo non basta; non si tratta infatti di dare vita ad una versione in lingua, come si faceva dieci anni fa con i siti istituzionali e la brochure da fiera.

Targettizzare lingue diverse è un processo molto più profondo  che attiene a svolgere un lavoro specifico di individuazione dei termini, slang, keywords, chiavi di ricerca usate in ogni paese specifico per cercare su google la categoria di prodotti specifica.

Il primo nemico del seo multilingua internazionale è  quindi la traduzione automatica che espone a una grave deficit seo perché non rispecchia  assolutamente le keywords e chiavi di ricerca con le quali consumatori finali e operatori business to business effettuano ricerche di prodotti specifici su Google.

Il secondo nemico è la traduzione letteraria, affidata a buoni traduttori ma non specializzati in seo internazionale; anch’essi faticheranno ad arrivare al nocciolo della questione perché, non essendo esperti seo tenderanno a privilegiare aspetti puramente linguistici perdendo di vista che un algoritmo, per quanto intelligente, non frequenta l’Accademia della Crusca.

Il terzo nemico è una certa confusione nella strategia iniziale di indicizzazione dei contenuti in lingua specifica, a partire dalla scelta di utilizzo dei domini .com .it .it/en.

Il quarto nemico è una certa superficialità nella mappatura linguistica del mondo: tutti in Europa parlano inglese, lo spagnolo è la lingua più parlata, in est Europa si fanno acquisti on line tranquillamente in inglese, etc. Tutte queste generalizzazioni sono pericolose se si vuole davvero ottimizzare tanto un lavoro seo quanto un budget Google Adwords.

La verità è che, da fonti di ricerca internazionali aggiornate, il 75% degli utenti fa acquisti solo in lingua madre e il 60% non ha mai acquistato da un sito in lingua inglese.

Questo scenario peggiora laddove l’inglese non entra nell’istruzione  scolastica primaria, per cui è decisamente più facile vendere in lingua inglese in Olanda di quanto non lo sia  in italia. Ma questo non significa che un Olandese non ami leggere un approfondimento su un prodotto nella propria lingua madre.

La Confusione linguistica fa impennare il numero dei carrelli abbandonati.

Il quinto e ultimo  nemico del tuo seo multilingua internazionale è la coerenza che deve esserci nel mantenere massima attenzione linguistica anche in tutti i messaggi transazionali fondamentali per rassicurare l’utente  dal momento in cui riempie il carrello a quando attende fiducioso la spedizione del bene.

L’acquisto in lingue diverse dalla propria infatti alza la barriera di diffidenza perché ci si sente più esposti a fregature. Così piccole incoerenze linguistiche e messaggi tradotti male, sono tutte concause che portano a non completare l’ordine e ad una stessa negativa conclusione: l’abbandono del carrello.

Il  seo multilingua internazionale è solo per ricchi?

Sintetizzando possiamo dire che vendere a tutto il mondo con poche lingue è un piccolo lusso che solo i brand sembrano potersi permettere, forti di una fiducia e una brand awareness che li mette al riparo da diffidenze e aumenti vertiginosi nel numero di carrelli abbandonati.

In realtà anche i ricchi piangono, nel senso che, analizzando più di 100 siti multinazionali, ci si accorge di quanta attenzione riveste l’aspetto linguistico per chiunque. Troviamo infatti frequente nei big brand la possibilità di navigazione in 12/24/36 lingue dall’uzbeko all’indonesiano, con relativo invisibile  ma potente corredo seo multilingua internazionale.

In conclusione, se nell’era di Google translate si fatica a credere di dovere destinare budget specifici per gestire con cura e specificità target linguistici e seo internazionale, consigliamo di  procedere per emulazione: se lo fanno i ricchi brand che potrebbero farne a meno, quanto è importante per una PMI adottare una strategia efficace per trovare e farsi trovare dai propri clienti all’estero?

A buon intenditore poche parole… in tutte le lingue senza pensare che tutto il mondo ami parlare, sognare e comprare in inglese.

Aloha, Bye, Have a nice day

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